5 idee originali di un profano sul libro “Psicologia della religione e teoria dell’attaccamento”

E’ uscito nel 2009 un nuovo libro di Psicologia.

Oggi ho navigato furiosamente in Internet. Sono rapidamente venuto a conoscenza di un interessante recensione su questo testo tecnico.

Devo innanzitutto ricordarvi che sono un semplice profano appassionato di Psicologia.

Intendo menzionarvi per correttezza anche il fatto che non ho nemmeno letto il libro in questione, ma solo, appunto, la sua recensione.

ALCUNI CHIARIMENTI INTRODUTTIVI

L’immagine del dipinto che ho inserito nella pagina del presente post è di un pittore francese che, tra l’altro, si occupò anche di religione.

Vi dico adesso anche il suo nome, così, a semplice titolo informativo: William Adolphe Bouguereau.

Ho inserito il link solo per chi è interessato a leggere la sua vita e le opere sulla pagina Wikipedia dedicata a lui.

Torniamo però adesso al dunque.

Intendo esprimere 5 opinioni personali abbastanza dettagliate ed originali in merito a quanto scritto nella recensione sulle tematiche affrontate nel libro.

Lo voglio fare cercandovi di trasmettere il lato più appassionato e spontaneo di me.

LE MIE OPINIONI PERSONALI

Ecco a voi finalmente i cinque punti nei quali chiarirò il mio parere personale di profano:

1 – Una terza tipologia di interconnessione tra età diverse 

Io penso, grazie ad alcuni miei vecchi ricordi adolescenziali e post – adolescenziali, che i rapporti tra attaccamento e religiosità fossero simili a quelli dell’infanzia ed alla prima maturità, ma per un terzo aspetto.

Mi riferisco alla elaborazione fantasmatica ed emotiva di questi legami durante il sogno R.E.M. notturno.

Questa elaborazione non era quindi una mera rappresentazione interiore consapevole legata al mio parere, nè tanto meno (ovviamente!) solo il legame in sè stesso.

Gli oggetti onirici erano molto più filo religiosi fino ai 20 anni di età, in quanto io ero equilibratamente condizionato dalla mia famiglia, molto Cattolica.

Essi erano invece più confusi e legati a personaggi strani nell’infanzia.

Dopo i 30 anni di età gli oggetti del sogno erano invece semplicemente basati su un forte ateismo, ed oggi sono invece più agnostici e razionali.

Tutte queste sensazioni oniriche presupponevano che nel mio inconscio ci fosse anche un grande attaccamento a figure inesistenti e quindi immaginarie e non solo ad individui reali.

2 –  Il fondamentalismo religioso ha una base cognitiva in zone del cervello sinistro

Sono assolutamente convinto di quanto affermato nel libro in merito alla base cognitiva del fondamentalismo religioso.

Credo però che, tale base cognitiva, non si riduca ad un comportamento riconducibile solo alla mente, ma abbia un’origine in zone del cervello sinistro.

Sostengo questa tesi basandomi sulla scoperta non proprio recente di una sede della religiosità e dei comportamenti etici a livello neuronale.

Molti di voi si chiederanno: sì, ma come fai a dire precisamente che l’origine del fondamentalismo religioso derivi da aree del cervello sinistro?

E’ abbastanza semplice: io penso che, questi grossi estremismi, siano il prodotto di schemi mentali molto rigidi e per nulla creativi.

Essi non  si possono però neanche definire simili a quelli di una persona molto precisa e puntigliosa.

Credo pure che, i soggetti fondamentalisti, abbiano, a causa di questa chiusura mentale, una scarsa propensione all’attaccamento ed al mostrare un grandissimo affetto, pure con i loro stessi cari.

3 – La fede religiosa e quella nel paranormale come forme di attaccamento legate al mistero

Sono del parere che, sia la credenza religiosa sia quella nel paranormale, siano frutto, nella mente di alcuni rari soggetti, di una propensione al piacere del senso del mistero.

Tale atteggiamento è legato a mio avviso ad una voglia di estendere l’attaccamento più incomprensibile ed irrazionale verso i familiari ad alcune divinità come Gesù Cristo, gli Angeli e la Madonna.

Nelle religioni orientali il senso del mistero dei credenti è secondo me ancora più filosofeggiato ed umanizzato, dato che in esse non ci sono nè anime nè figure personificate immateriali di alcun tipo.

L’attaccamento di questi seguaci è quindi secondo me ancora molto più simile a quello verso i familiari rispetto a quello Cristiano.

Per quanto riguarda il paranormale, credo che l’attaccamento verso il mistero sia una sublimazione di un senso di nichilismo e di assenza delle figure genitoriali.

Credo però che, tale sublimazione, sia presente solo in alcuni soggetti molto sfortunati e colpiti dalla vita.

4 – Si può migliorare la capacità di attaccamento mediante la religione?

La risposta alla domanda posta sotto forma di sottotitolo sembra scontata e di facile risoluzione.

Io credo però che la Psicologia, e la Scienza della mente in genere, non abbiano ancora trovato una risposta soddisfacente.

Il miglioramento di questa condizione di studio specialistico e di ricerca terapeutica potrà forse in futuro portare a risultati molto più soddisfacenti.

Io però non ci giurerei, e quindi non voglio sbilanciarmi mettendo la mano sul fuoco.

5 – Il ruolo dei personaggi storici religiosi od atei nel suscitare o no l’attaccamento

Io credo che figure come S.Agostino, S.Teresa di Lisieux e Sigmund Freud, come dice nel libro, portino le persone comuni ad una memoria storica che condiziona il loro atteggiamento religioso od ateo.

Forse questo atteggiamento potrebbe valere anche per il mitizzare soggetti molto famosi rifiutando per un lungo periodo l’attaccamento verso i familiari.

Sono però convinto che, l’atteggiamento dei giovani d’oggi, molto attaccati al consumismo ed alle cose materiali possa evitare di essere molto espansivi verso i propri cari, fidanzate/i compresi.

A maggior ragione, questi ragazzi d’oggi, potrebbero rifiutare ancor più il legame con personaggi storici e, quindi, essere disinteressati al discorso religioso od ateo.

 PER CONCLUDERE…

Il post è giunto alla sua conclusione. Voglio porre due quesiti a voi lettori.

Credete che in futuro potrà venirvi in mente di acquistare il libro in seguito alla lettura del mio post e della recensione?

Volete suggerire magari un volume simile a quello scritto dallo studioso?

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