5 opinioni personali sul mega progetto scientifico di Henry Markram

Ieri notte riflettevo su un aspetto fondamentale. Perchè la ricerca scientifica cerca di simulare dall’alba dei tempi il cervello umano mediante l’intelligenza artificiale?

Mi chiedo insistentemente nella mente anche un’altra cosa.

Perchè nel corso del nostro secolo, e della storia in genere, non sono state percorse in modo molto assiduo altre vie per affrontare in modo alternativo questioni così spinose?

ALTRI CHIARIMENTI INTRODUTTIVI

Ritengo che, ma questo è solo un mio parere, molti poteri politici ed economici di 800 o 1000 anni prima della nascita di Gesù Cristo avessero una grandissima intelligenza.

Possedendo a mio avviso tale perspicacia, tali autorità indiscusse avrebbero avuto secondo me anche una capacità visionaria incredibile, quanto meno sufficiente a finanziare monetariamente gli scienziati dell’epoca.

Il loro eventuale finanziamento sarebbe stato basato senz’altro sul rischio, ma su un rischio molto ragionato, dato il livello di perspicacia di uomini come, ad esempio,  gli ultimi faraoni.

Sono fermamente convinto che esami come l’elettroencefalogramma sarebbero in questo modo stati inventati oltre un secolo prima del 1929.

Sostengo questa tesi, considerando la sua piena attendibilità soprattutto se le scoperte finanziate in Egitto fossero state diffuse in tutto il mondo.

Il Medioevo sarebbe stato probabilmente un’epoca per nulla oscura, ricca di studi di Neurobiologia, e lo stesso metodo scientifico di Galileo sarebbe stato forse adottato precocemente in questa disciplina.

Il pur brillantissimo Henry Markram si sarebbe sicuramente servito sempre dei Supercomputer, ma per ricerche molto più avanzate.

Egli non sarebbe dovuto ricorrere a software simulativi ancora forse troppo precoci per i miei gusti.

Soprattutto, egli non avrebbe forse usato il computer per indagare le facoltà mentali umane, ma la Psicologia, la Neurobiologia e la Matematica combinate assieme.

Purtroppo però non è stato così, e tutti noi dobbiamo affidarci alle sue ricerche attuali.

Di seguito vi esporrò alcune mie idee personali da semplice profano sul progetto di questo grande scienziato relativo a tali ricerche.

Si tratta proprio di un progetto per indagare il cervello umano mediante algoritmi informatici e potenti supercomputer: l’Human Brain Project.

ALCUNE MIE OPINIONI PERSONALI

1 – Henry Markram riuscirà a simulare anche la mente?

Un’idea balena da tempo nella mia testa.

Per quanto io cerchi di considerarla stravagante e avventurosa, pensandoci bene essa ha una grande importanza sintetizzabile con il seguente interrogativo: Henry Markram riuscirà a simulare anche la mente?

Io ritengo infatti che, tale entità  possa non essere collegata al cervello.

Questa assenza di legami potrebbe non far presupporre una connessione materiale (ad esempio considerando la mente un’altra realtà fisica che interagisce con quella dei neuroni).

Tale “connessione” potrebbe non sussistere neanche a livello puramente complementare.

Con il termine complementare io intendo indicare invece una uguaglianza tra mente e cervello senza alcun contatto fisico tra questi due elementi.

La domanda allora è:”La mente di noi esseri umani è insita nel nostro cervello oppure è un qualcosa di non fisico e quindi non simulabile“?

Alcuni scienziati dalla mente eccelsa hanno introdotto il concetto di fotone psichico, ma, come illustrerò in seguito, la sua scoperta  potrebbe rilevare alcune sorprese negative.

Torniamo perciò al dunque.

La mia idea è quindi incentrata sul fatto che,  occorreranno almeno altri 50 anni di studi prima di poter ritenere validi quelli del neuroscienziato israeliano.

E qui mi fermo!

2 – Il cervello potrebbe non essere simulato nell’infinitamente piccolo

L’altro giorno riflettevo sul tema dell’infinitamente piccolo.

Avevo capito immediatamente che la struttura apparentemente più complessa e fondamentale del cervello potrebbe contenere componenti ancora più misteriosi e basilari.

Questi componenti potrebbero risiedere proprio nei territori dell’infinitamente piccolo non ancora rilevati dagli strumenti come il microscopio elettronico.

Sono a mio avviso componenti così piccoli da non poter essere rilevati neppure da tutti gli altri sistemi sofisticati.

E’ perciò ovvio a tutti che la simulazione di Henry Markram non riguarderà tali elementi subatomici.

3 – Il cervello potrebbe invece essere simulato finalisticamente

Una settimana fa mi risuonava in testa una tematica letta in un sito di Psicologia.

Questa tematica riguardava un concetto molto antico quanto particolare: il Finalismo.

L’autore dell’articolo sosteneva che la nostra mente appare retta da regole basate sulla logica binaria, ma che in realtà nasconde proprio una forma di  Finalismo, forse sottoutilizzato.

Esistono equazioni matematiche come quelle di Luigi Fantappiè che sono capaci di descrivere e prevedere fenomeni fisici e biologici teleologici.

Data la loro semplicità logico – formale esse potrebbero essere facilmente applicate al cervello, non alla mente.

La loro simulazione sarebbe un evento epocale per la Scienza, pur basandosi su un finalismo riduzionista ed incentrato su meri calcoli matematici e metodi algoritmici.

4 – Il cervello sinistro potrebbe basarsi sul determinismo caotico – quantistico

Il termine scritto nel sottotitolo si rifà agli studi dello scienziato Ilya Prigogine, volti a coniugare scientificamente la Meccanica Quantistica e la Teoria dei Sistemi Caotici e Complessi.

Tali studi si sono poi estesi anche alla Biologia, ed ancor oggi il valore di questo premio Nobel morto nel 2003 rimane legato ad un contributo professionale definito come una pietra miliare nella storia del pensiero.

Il loro ordine logico ha delle minime condizioni di incertezza legate sia al caos ed alla complessità sia al caso.

In questo modo il Determinismo si enuclea secondo me in una potenzialità non indagabile nella sua pienezza predittiva.

Si tratta però a mio parere di una potenzialità comunque sufficiente per raffigurare quella del nostro ragionamento e di tutti gli elementi presenti nel cervello sinistro.

5 – Il cervello destro potrebbe basarsi sull’irrazionalismo quantistico

Per irrazionalismo quantistico non intendo una dottrina d’ispirazione psicologica che mira a coniugare in chiave neuroscientifica la Meccanica Quantistica e la Psicoanalisi Freudiana.

Il mio scopo è invece quello di creare un’interazione diversa, basata su un’irrazionalismo soggettivo quantistico incentrato sul rapporto tra fotoni psichici individuali e casualità.

In tale ottica non vengono presi in considerazione i due classici concetti di Inconscio Freudiano e Junghiano.

Questa tesi considera invece la loro irragionevolezza nel descrivere la diversità creativa, razionale ed emotiva dell’individuo.

E’ questo il motivo per cui penso che il cervello destro abbia una struttura quantistica la cui stessa casualità matematica risulta molto difficile da indagare.

Si tratta secondo me di un qualcosa che neanche il progetto di Henry Markram riuscirà ad analizzare persino nei prossimi 10 o 20 anni.

CONCLUSIONE

Il post è giunto alla fine. Voglio porvi adesso due quesiti.

Volete che il progetto di Henry Markram diventi l’unico a livello mondiale?

Ammirate il suo spirito visionario ma forse troppo prematuro per studi scientifici e psicologici così elevati?

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