9 personaggi famosi affetti d’ansia – punto 1

C’era una volta un famosissimo personaggio italiano ormai morto da anni che aveva paura di non essere professionalmente efficace col suo pubblico di appassionati delle opere che cantava e interpretava.

Per chi non lo sapesse, anche un grandissimo tenore apparentemente poco fragile e sempre sicuro di sé come Luciano Pavarotti soffrì di forti attacchi di panico.

Egli però riuscì a superare e affrontare sempre brillantemente in tempi brevissimi (in tempo quasi reale, si direbbe oggi!) queste paure.

Tanti anni fa Luciano Pavarotti dovette tenere un importante concerto al Metropolitan di New York, anche se non era la prima volta che lo faceva.

In quest’occasione era  stata la paura di non guarire in tempo dall’influenza asiatica di cui era momentaneamente affetto a fargli ipotizzare l’annullamento del concerto in questo prestigioso teatro.

Subito dopo, però, tale idea di rinunciare allo spettacolo sparì in lui, ed egli spostò la sua esibizione di solo una settimana decidendo di non tornare in Italia.

Alla fine, il tenore, passati i 7 giorni, si esibì che era addirittura ancora convalescente, dimostrando grande autocontrollo, carattere, passione e forza di volontà.

Luciano Pavarotti collaborò poi anche con il cantante rock Zucchero interpretando assieme a lui il testo del brano “Miserere”, e fu allora (era il 1992) un successo grandissimo.

L’ansia che il validissimo tenore italiano ebbe prima di pubblicare l’album che lo conteneva fu però fortissima, ma concentrata più che altro nell’attesa prima dei concerti in cui doveva esibirsi.

Le sue prestazioni canore in pubblico, infatti, e non tanto quelle in sala d’incisione, lo portarono a mangiare tantissimo per contenere l’agitazione e a ingrassare rovinando il suo precedente fisico di atleta.

Anche durante l’attesa per i concerti in cui interpretava “Miserere” avvenne tutto ciò!

Malgrado Pavarotti ebbe un corpo obeso da un certo momento della sua vita fino alla sua morte a causa dell’ansia, negli anni ’90, una giovane donna, allora men che trentenne, si innamorò follemente di lui.

Si chiamava Nicoletta Mantovani e oggi gestisce una grossa parte delle attività e della fondazione del marito, che fu tra le altre cose anche un grandissimo filantropo.

 

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