Ho creato questa sottocategoria denominandola “Psicologia del lavoro” per alcuni semplicissimi motivi.

La prima di tali ragioni consiste nel voler presentare in modo molto generico e pratico le considerazioni emotive, razionali e comportamentali sulla precarietà professionale dei giovani e dei meno giovani.

Come seconda motivazione importante io vorrei analizzare intuitivamente nei post che scriverò gli aspetti psicosociali che ne conseguono, e non solo legati al discorso della non stabilità lavorativa.

In altre parole,  affronterò il tema del mobbing, del bullismo e della violenza psicologica sui colleghi, degli anni di lavoro e delle relative pensioni ad essi legate, della sicurezza in azienda e del feng shui in ufficio.

Per finire, come terza e quarta ragione, io vorrei descrivere il legame tra il lavoro e la famiglia, e ogni altro ambito toccato dalle conseguenze emotive, razionali e comportamentali dello svolgere il proprio mestiere.

Mi sforzerò di usare un linguaggio chiarissimo per spiegare tutto ciò, presentandolo in una maniera facilissima a livello concettuale.

Gli articoli che scriverò saranno inoltre molto generici e pratici anche rispetto ad ogni altro sito amatoriale sull’argomento, così come rispetto alle sezioni un po’ più particolari del presente blog.

Questi post saranno poi, comunque, un ottimo motivo di riflessione per tutti i lettori.

Infine, credo che degli argomenti così scottanti intratterranno diversi target di utenti del sito.

Buona lettura a tutti voi!