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Vi espongo le mie emozioni e idee in merito ad una nuova scoperta musicale

L’articolo che state iniziando a leggere descrive alcuni aspetti cognitivi, emotivi e psicosociali scaturiti nella mia mente dopo aver appreso la notizia di una nuova scoperta musicale: quella di un’ottava nota oltre le sette sulle quali si basa da tantissimo tempo la scrittura del pentagramma, denominata Nu.

Io avevo casualmente ed intuitivamente “precognizzato” una simile scoperta

Ricordo che, in un momento di conversazione con la mia fidanzata, io e lei avevamo discusso sulla creazione di un nuovo Sapere musicologico e musicale, che avrebbe potuto portare, a mio avviso, una rivoluzione maggiore di quella di Beethoven, Mozart, Chopin e Bach.

La mia ragazza aveva però dopo pensato in modo ripetuto e convinto che ciò fosse impossibile da realizzare, anche se poi aveva ammesso che neanche lei si potesse considerare un’esperta in tale campo.

Avevamo allora poi pensato entrambi nei giorni successivi di chiedere l’aiuto di uno specialista, ma non avevamo trovato nessuno all’altezza di poter rispondere a questi nostri dubbi.

Alla fine avevamo appreso la notizia dell’invenzione del musicista sardo, ed avevamo finalmente capito che la realtà supera molte fantasie, e che la mia intuizione era del tutto fondata, malgrado l’incompetenza totale di entrambi in un settore così complesso.

Devo precisare a voi lettori che, alla scuola Media, tutti e due eravamo capaci, malgrado il lungo studio, di suonare benissimo col flauto solo la famosa scala musicale composta dalle sette note, e non dei  brani di autori, neanche quelli molto semplici.

Avrei desiderato che il musicologo sardo fosse anche in grado di creare una musica superiore a quella sinfonica

Malgrado io e la mia fidanzata fossimo rimasti stupiti dalla originalità di questo artista, ci eravamo anche accorti di come essa non fosse però una vera e propria rivoluzione da paragonare a quelle del Rock, del Jazz, del Folk, e men che meno delle opere liriche.

La Genialità non stava coincidendo a nostro parere con il grande valore creativo, ma non incredibilmente innovativo dell’artista sardo.

Io addirittura, a differenza della mia bellissima convivente, avevo asserito che un qualcosa del genere avrebbe dovuto superare in bellezza e tecnica il valore della musica sinfonica dei quattro uomini ingegnosi sopra citati.

Avevo capito però molto presto che non era stato così!!

Ragionando avevo inteso che la voglia di avere al mondo una mente superiore fosse stata in realtà infantilistica

Avevo anche compreso che, immaginare una persona capace di soppiantare il sistema delle sette note usato persino da Bach, Mozart, Beethoven e Chopin, fosse stato un pensiero molto infantilistico, ma per un motivo molto particolare che comincerò ad esporvi qui di seguito.

Tale fantasia mi era sembrata a suo tempo simile al narcisismo proiettato dai bambini di una volta nell’ammirazione che  avevano nutrito fino alla preadolescenza verso dei grandissimi eroi immaginari,  come se tali super uomini fossero diventati sempre più degli alter ego di loro stessi, poi dimenticati.

 Io e la mia fidanzata, riflettendo a fondo su questa invenzione, ci eravamo dimenticati che dovevamo uscire con degli amici

Dopo qualche settimana io e la mia compagna avevamo ripensato a questa vicenda abbastanza singolare, sentendo profondamente un forte disgusto per la musica da discoteca attuale, ridotta a livelli molto mediocri, anche se eravamo convinti che la nostra epoca iper tecnologica avesse anche dei pregi.

Dopo due ore ci eravamo però accorti di aver dimenticato di uscire con i nostri amici, cioè con altre due coppie, per andare a giocare a tennis!!

Il giorno dopo ci avevano detto che eravamo diventati degli asociali interessati solo a stare in due, senza la voglia della presenza di altre compagnie!!

Conclusione…

Il post sta terminando. Voglio porvi alcuni quesiti.

Credete di potermi segnalare una ricerca che sia incredibilmente in grado di confutare l’idea della mediocrità della musica attuale?

Pensate comunque che un giorno qualcuno possa superare anche il sistema dell’ottava nota nel pentagramma, inventandone una nona?

Apprezzate, diversamente da me, la fusione tra genere rap e musica classica, ed altre stranezze simili, che io trovo invece dei miscugli poco intelligenti?

Alcune mie emozioni suscitate dal vedere il talento dei cantanti di Amici

L’articolo di oggi descrive alcune delle mie più sincere emozioni suscitate dal vedere le esibizioni dei cantanti di Amici negli ultimi quattro – cinque anni di edizione del talent.

La vittoria di Emma Marrone ad Amici è stata emozionante per la sincerità e la voglia di vivere della cantante

Penso che, la vittoria di Emma Marrone ad Amici nel 2009, sia stata per me emozionante per le grandi qualità professionali ed umane della cantante, dotata peraltro di una gran voce, ma anche per aver scoperto in lei una grande sincerità e voglia di vivere tipiche di chi fa il proprio mestiere con passione.

Credo che il mio cervello abbia percepito in lei queste doti, non portando solo dei vantaggi in termini di neurotrasmettitori, ma anche di compensazione della mia disistima, attraverso una proiezione benefica dei miei desideri euforici in questo personaggio così talentuoso e spontaneo.

E’ un po’ come se lei incomprensibilmente (visto che non è mia amica o conoscente) sia diventata parte di me, dei miei desideri e aspirazioni.

La canzone Calore è stata super entusiasmante per il ritorno ad Amici come ospite d’onore di Emma Marrone

Il 2010 è stato l’anno in cui Emma Marrone ha scritto il brano musicale Calore, che è stato anche il pezzo che ha cantato durante il suo ritorno ad Amici in qualità di ospite d’onore.

Questa canzone ha suscitato in me un’emozione strana: la richiesta di un senso di protezione della giovane artista ad un uomo robusto in grado di scaldarla e proteggerla, una persona che purtroppo non potevo essere io!!

Emma Marrone è stata un’eccezionale direttrice artistica

Penso che Emma Marrone sia stata un’eccezionale direttrice artistica, capace di coniugare l’ironia e la bellezza alla professionalità, suscitando in me una sensazione di simpatia ed ammirazione.

La vittoria di Moreno Donadoni è stata originale a causa della premiazione di un genere come il rap

Penso anche alla vittoria di Amici 2013 da parte di Moreno Donadoni, un cantante rap che ha portato enormemente alla ribalta il suo genere, dimostrando una forte originalità nell’elevarlo ad altissimi livelli malgrado non sia considerato da tutti piacevole come la musica melodica.

Nella mia mente ho percepito incomprensibilmente a livello emotivo una grande stima per questo artista, pur considerando che i suoi pezzi saranno anacronistici in un futuro abbastanza prossimo al nostro, e cioè fra dieci anni.

Moreno Donadoni è stato un geniale direttore artistico

Credo che Moreno Donadoni sia stato un geniale direttore artistico, persino più bravo di Emma Marrone se consideriamo che, a differenza di lei, ha ricoperto tale posizione appena un anno dopo la sua vittoria del talent, e cioè nel 2014.

Ciò mi ha fatto sentire incomprensibilmente quasi un senso di protezione da parte sua verso di me, cosa che è molto strana visto che non è una persona legata a me affettivamente; forse ho provato questa misteriosa emozione perchè è come se avessi sognato ad occhi aperti di essere un suo allievo.

Il rimprovero stimolante di Debora Iurato da parte di Gabry Ponte

Parliamo adesso di Debora Iurato. Il giurato di Amici Gabry Ponte ha rimproverato duramente questa giovane cantante dicendole che non ha messo l’anima nel modo di cantare, e che se lo ha fatto, agli ascoltatori delle sue canzoni tutto ciò non è trasparso.

L’esperto ha concluso la sua sgridata dicendole che se quello è stato il massimo che ha potuto fare, avrebbe avuto in futuro delle grosse difficoltà.

Il rimprovero di questa giovanissima artista, mi ha suscitato emozioni negative, ma poi ho pensato in modo positivo vedendo gli straordinari progressi della ragazza, che l’avrebbero portata alla vittoria.

La vittoria di Debora Iurato

La vittoria di Debora Iurato è stato un piacere anche per me, e sarò felice se nell’immediato futuro la giovane potrà fare un’eccellente carriera!!

Credo che questa artista sia anche molto bella e dolce, e il vederla sorridere dopo la premiazione mi ha riempito di grande gioia!!

Per concludere…

Il post è giunto alla sua conclusione. Voglio porre un quesito ai lettori.

Credete che Amici sia un talent ancora emozionante in questo periodo di gravissima crisi economica?

 

7 opinioni personali su alcune mie emozioni suscitate dalle canzoni di Vasco Rossi

L’articolo di oggi parla di 7 mie opinioni soggettive, legate ad alcune mie emozioni che ho provato in passato, quando ascoltavo Vasco Rossi.

Vedrò adesso di descriverle tutte nei particolari.

PRIME 4 OPINIONI SOGGETTIVE

1 – La canzone Albachiara mi evocava una sensazione di malinconia ed allo stesso tempo leggerezza

Ricordo che, fino a qualche anno fa, la canzone Albachiara di Vasco Rossi, evocava in me un senso di grande malinconia per le cose passate e perdute, ma anche di grande leggerezza per il modo del tutto sbarazzino del Blasco di interpretarla.

Qualcuno dice che la prima di queste due emozioni sia un prodotto del cervello, qualcun altro pensa che sia legata alla solitudine, ma il suo connubio con la seconda sensazione suscita a mio avviso un fascino del tutto autentico e profondo.

2 – La canzone sulla Coca – Cola (cocaina?) non mi faceva percepire il Blasco come un drogato

C’è una famosissima canzone di Vasco Rossi il cui ritornello faceva così:”Bevi la Coca – Cola che ti fa bene!!”.

Malgrado si sia poi scoperta l’assunzione di sostanze stupefacenti pesanti (cocaina) da parte del Blasco, il pezzo musicale appena citato non mi ha mai fatto presagire questi gravi atti da parte sua, e ho giudicato per tanti anni questa sua canzone come molto divertente.

3 – La canzone “Vado al massimo” mi comunicava un’allegria indicibile

La canzone “Vado al massimo” del 1982 mi comunicava un’allegria indicibile, quando fino ad alcuni anni fa l’ascoltavo, e credo che l’incomunicabilità di questa sensazione gioiosa risiedesse nel fatto che il modo di cantarla di Vasco stimolasse nel mio cervello la Serotonina, il neurotrasmettitore del piacere.

4 – La canzone Sally contiene una frase molto evocativa

Ritengo che la canzone di Vasco Rossi “Sally” contenga una frase poetica molto evocativa, se presa singolarmente, e meno suggestiva se inserita nel contesto musicale del famoso pezzo interpretato anche da Fiorella Mannoia.

Tale frase dice:”Perchè la vita è un brivido che vola via! E’ tutto un equilibrio sopra la follia!”. Essa rimanda, a mio avviso, alla sensazione di unicità e/o fugacità dell’esistenza.

5 – L’ALBUM “STUPIDO HOTEL” MI FACEVA PERCEPIRE LO SPAZIO – TEMPO IN BASE ALLE MIE EMOZIONI

Quando, nel 2001, acquistai il cd dell’album “Stupido Hotel”, sia le immagini molto evocative dei luoghi fotografati nella sua copertina, sia la discreta poeticità musicale e testuale delle canzoni, mi facevano percepire la realtà spazio – temporale in base alle mie emozioni.

Era una sensazione stranissima, ma ormai per me e per i miei amici non più attuale!!

6 – LA CANZONE “UN SENSO” ILLUSTRA GOLIARDICAMENTE IL SENSO DI UNA STORIA D’AMORE

Penso che la canzone “Un senso” illustri goliardicamente il senso profondo di una storia d’amore importante, soprattutto nell’epoca attuale, assai nichilista e piena di gente insoddisfatta e priva di valori.

7 – LA CANZONE “C’E’ CHI DICE NO” ESPRIME IL DISSENSO PER LA RELIGIONE CON GRANDE REALISMO

La canzone di Vasco Rossi intitolata “C’è chi dice no” esprime a mio avviso il forte dissenso per la religione cattolica o di qualsiasi altro tipo, ma anche il grande realismo nell’accontentarsi della bellezza del nostro mondo terreno e del dono di vivere, più unico che raro.

CONCLUSIONE POST…

L’articolo sta terminando. Voglio porre un quesito a voi lettori.

Conoscete qualche nuovo album molto emozionante pubblicato da Vasco Rossi?

 

5 opinioni soggettive sulla psicologia delle opere liriche di Giacomo Puccini

L’articolo illustra 5 opinioni personali, basate sull’emotività o su ragionamenti logici, che descrivono gli aspetti psicologici delle opere liriche di Giacomo Puccini.

Vedrò di elencarle tutte qui di seguito.

1 – La mia sensazione emotiva sulla differenza tra le opere di Giacomo Puccini e quelle di Giuseppe Verdi

Quando in passato ascoltavo le interpretazioni delle Opere Liriche del Maestro Giacomo Puccini e quelle dell’altrettanto illustre compositore Giuseppe Verdi, eseguite con grandissimo risultato da Andrea Bocelli e Luciano Pavarotti, le mie impressioni emotive sui due musicisti erano del tutto diverse.

La mia sensazione irrazionale era che, il creatore della Turandot, della Tosca e della Madame Butterfly, avesse messo davvero l’anima nel creare gli spartiti che permettevano di suonarle e cantarle, e che, invece, l’uomo che ha saputo concepire il Rigoletto trattasse più delle tematiche storiche e sociali molto noiose.

Si trattava appunto di emozioni, e non di logica, nè tanto meno di competenza musicale, dato che la realtà era invece un’altra!!

Ma allora da dove derivavano queste mie impressioni molto categoriche?

Io penso che la motivazione risiedesse nella mia attività di volontario sensibile ai temi della malattia mentale.

Durante quel periodo ero abituato a vivere intensamente il dolore interiore, e invece pronto a giudicare ogni cosa non parlasse di suicidio amoroso, Rigoletto compreso, e fosse sinonimo di apparente retorica politica, come troppo fredda ed imparziale.

2 – La composizione della Turandot era stata espletata grazie ad un’intelligenza musicale acquisita

Credo che, la composizione della Turandot, una delle più belle opere di Giacomo Puccini, fosse stata espletata grazie ad una intelligenza musicale così elevata da essere in gran parte stata acquisita dal cervello del geniale compositore.

Essa non consisteva a mio avviso in un prodotto cerebrale innato come la scrittura delle Sonate di Bach, Mozart e Beethoven, perchè tali melodie erano secondo me più “semplici” da gestire, se rapportate alla insuperabile perspicacia sbalorditiva di autori così innovativi, più dotati e precoci dell’italiano di Lucca.

3 – La Tosca suscita un senso di tristezza e potenza

Io ritengo che l’Opera Pucciniana denominata “Tosca” susciti una sensazione emotiva di estrema tristezza per la morte disperata, ed allo stesso tempo di grande potenza che si esplica nel coraggio di comunicare a tutti questo dramma.

Penso che, una impressione come questa sia abilmente gestita dal sistema limbico, ma che la tecnica che la fa scaturire sia legata ad una perfezione matematico – musicale molto ingegnosa, governata anche dalla neocorteccia.

4 – La Madame Butterfly presuppone doti vocali di soprano così valide da essere espletate pure dopo i traumi

Ritengo che, la Madame Butterfly sia un’opera molto impegnativa, fino al punto di presupporre delle doti vocali di soprano così valide ed elevate da essere espletabili anche dopo l’insorgere di traumi emotivi od handicap psichici molto importanti.

Penso quindi che, la Callas, avrebbe potuto cantare divinamente pure se avesse avuto casi di forti Depressioni o Sindromi Borderline o Psicotiche, a riprova che il proprio talento supera ogni pur grossa fatica di essere se stessi, anche nei casi in cui simili disagi creino delle Inibizioni Intellettive forti.

5 – Io non penso che l’ascolto delle Opere Liriche di Puccini sia sempre un buon antidepressivo

La mia opinione è che, non in tutti i casi, l’ascolto delle Opere Liriche di Giacomo Puccini sia un buon antidepressivo, come ho riscontrato in alcuni miei pazienti di quando facevo Volontariato.

Sono passati ormai alcuni anni, ma la condizione di quelle persone non è molto cambiata, e rivedendole davanti al supermercato io ho notato che rifiutano di sentire questi prodotti musicali alla radio, quando salgono in auto, perchè non placano loro la Depressione.

Conclusione…

Eccoci arrivati alla conclusione dell’articolo. Voglio porre un quesito a voi lettori.

La musica di Puccini vi rende molto più allegri, malgrado tratti tematiche tristi ma espresse con la potenza della voce dei Tenori e di altri tipi di cantanti lirici?

Considerazioni varie su diversi aspetti della psicologia musicale

L’articolo di oggi illustra diversi aspetti che caratterizzano i processi psichici e mentali di chi ascolta la musica.

Illustrerò, più specificatamente, le mie opinioni personali su 10 diversi punti che riguardano i rispettivi comportamenti e processi cognitivi di chi suona.

1) La musica come valvola di sfogo e aiuto contro la depressione e lo stress

Io credo che, la musica, possa essere una valvola di sfogo e aiuto contro la depressione e lo stress, solo se i ritmi delle canzoni, delle opere liriche o delle sinfonie riescono a stimolare le zone cerebrali del piacere, senza però trasformarsi in sensazioni di godimento  eccessive delle quali non si può fare a meno.

Penso che l’aggressività possa stimolare la spontaneità nell’essere soddisfatti di una bella suonata e cantata, a condizione che l’euforia e la grinta riflettano davvero un desiderio di dire a se stessi e agli altri che si sta espletando il proprio disagio, e che non si tratta invece di una rabbia incontrollata e fine a se stessa.

Ritengo quindi che la violenza nello strimpellare il brano che si sta ascoltando abbia una sua ragion d’essere se si esplica in una forma di piacere urlato che fa sentire compiuti ed appagati pur se il giorno dopo lo sfogo non è più consentito essere così disinibiti.

La soddisfazione, in questo caso, è secondo me talmente grande ed interiorizzata proprio perchè l’ira causata da depressione e stress è stata comunicata e superata nel giusto modo, e non richiede una sua manifestazione eccessiva e/o  fuori luogo.

2) Chi suona è più intelligente?

Io sono dell’idea che suonare bene  il pianoforte o il flauto, anche se non piace come altre attività renda più intelligenti, perchè fa scaturire a mio parere una efficienza nelle capacità logiche, interpersonali, espressive, cinestetico – corporali, spaziali ed ovviamente musicali.

Io ho parlato solo di questi due strumenti perchè ritengo che siano quelli meno difficili da maneggiare di tanti altri (sono quelli che si imparano di solito a scuola), ragion per cui credo che non inibiscano l’intelligenza neanche se adoperati da soggetti che hanno grandi difficoltà ad essere se stessi.

Credo che, comunque, ci siano dei casi estremi che costituiscono l’eccezione più estrema a questa regola.

Gli altri strumenti sono secondo me invece maneggiati anch’essi con grande disinvoltura dai grandi suonatori, ma solo se l’intelligenza musicale deriva da una sublimazione equilibrata delle proprie ansie e frustrazioni, e non da un’abilità espletata bene ma che non dà piaceri grandi ed autentici.

3) La tecnologia: un aiuto od un ostacolo per la musica?

Credo che la tecnologia non sia un ostacolo per la musica, e che sia una forma creativa per semplificare  il modo di ottenere la qualità di un’opera lirica, sinfonica o di tipo anche più moderno e leggero e/o di migliorarne la sua bellezza.

Il suo uso stimola, a mio modesto avviso, l’abilità nel multitasking, cioè la dote nel gestire tante cose contemporaneamente, perchè ritengo che il saper facilitare il raggiungimento della creazione di un prodotto suonato e/o cantato sia complicata così come raffinarne il suo valore

4) La musica come mezzo di comunicazione e unione tra i vari Paesi

Io sono della folle idea che un giorno la musica porterà ad una maggiore fratellanza con persone di altre culture, e che fra mille o duemila anni possa far giungere i nostri discendenti alla creazione di un grande Stato Mondiale.

Credo anche che, oggigiorno, essa consenta l’innamoramento di individui di sesso diverso e di Nazioni anche in guerra tra di loro.

5) Cantare è più salutare a livello psicologico che suonare?

Penso che cantare sia molto più salutare che suonare, almeno per quanto riguarda il perfezionamento del tono e del timbro vocali, soprattutto in persone con difetti di pronuncia, cioè che hanno la r e/o la s fortemente mosce.

Credo, d’altro canto che, la musica solo strumentale e senza testo si basi su una manualità molto sofisticata per i principianti o gli imbranati, e che possa migliorare le carenze motorie delle mani e del resto del corpo, evitando man mano di far sentire gli inesperti meno stanchi mentalmente e fisicamente.

6) Il rock è realmente una valvola di sfogo dei propri istinti aggressivi o sessuali?

Sono del parere che il rock non sia in realtà una valvola di sfogo dei propri istinti aggressivi o sessuali repressi, perchè la sublimazione di qualcosa non si esplica sempre nella sua compensazione.

Sostengo ciò perchè sono convinto della grande necessità dei giovani d’oggi nell’avere un rapporto sessuale, e penso che il tipo di genere musicale appena citato sia ormai anacronistico e meno appagante dell’heavy metal o del rap.

7) La musica classica è più universale a livello di piacere soggettivo di quella lirica?

Credo che, sia la musica classica che quella lirica, siano generi entrambi universali ed in linea con tutte le epoche successive alla loro creazione, ma sono dell’idea che il piacere soggettivo della prima categoria artistica sia molto più elaborato e complesso di quello della seconda.

Sostengo ciò perchè ricordo la grandissima intensità e sofisticazione delle sensazioni della mia psiche mentre ascoltavo Bach o Beethoven.

8) Suonare il flauto è più difficile a livello cognitivo che usare il pianoforte?

Credo che suonare il flauto comporti uno sforzo cognitivo molto maggiore dell’usare il pianoforte.

L’intelligenza e la concentrazione che ci vogliono nel primo sono secondo me abbinate ad altre doti mentali che non sono richieste a mio avviso nel secondo.

9) La musica jazz è un’arte matematica intuitiva o richiede molto studio?

La musica è definita un’arte matematica, anche se si parla delle suonate del genere jazz, solo apparentemente semplici da imparare.

Penso comunque che certi grandi esponenti di questo settore, come Louis Armstrong, che era quello più dotato di tutti, intuissero ogni  sua nuova melodia  con una raffinatezza immediata nello scriverla sul pentagramma.

Ritengo che oggi tutto ciò non sia più possibile per i nuovi jazzisti, a causa della complessità della musica odierna.

10) Il genere rap diventerà anacronistico fra dieci anni?

Credo che alcuni artisti rap come Moreno Donadoni siano un fenomeno immediato che frà dieci anni non sarà a mio avviso più in voga come ora.

Ritengo però che, le doti intellettivo – musicali di un cantante discreto come lui, gli faranno interpretare il suo genere in un modo sempre abbastanza efficiente da non fargli finire la carriera tutto d’un tratto, e che la sua fama non diminuirà più di tanto.

11) Per concludere…

Il post sta finendo. Voglio porre due quesiti a voi lettori.

Credete di essere dei fan accaniti di qualche musica contemporanea in particolare, oppure siete amanti dei brani classici di qualità? Siete innamorati perdutamente della mente e del corpo di qualche bella musicista?