Computational Loop Quantum Gravity e Psicopatologia: un connubio possibile? (2° parte)

VERSO UN DETERMINISMO NON BASATO SOLO SUL DISCRETO

Sono convinto che l’idea di un Determinismo alla base delle malattie psichiche possa essere valida pur considerando il concetto di continuità.

Forse la Computational Loop Quantum Gravity Causalistica risulterebbe inadatta a descrivere l’idea del non discreto.

Allora sorge nella mia testa una domanda.

Quale altro modello teorico potrebbe essere all’altezza di un compito così ambizioso e probabilmente fantascientifico?

Secondo me l’idea scientifica migliore sarebbe proprio la riformulazione della Teoria dell’Unificazione dei Campi di Einstein!

La sua enunciazione in merito alle variabili nascoste celava in realtà qualcosa di molto più complicato della semplice confutazione del Probabilismo Quantistico.

Gli studiosi però hanno sottovalutato da più di mezzo secolo qualsiasi riferimento alla Teoria dell’Unificazione dei Campi Einsteiniana.

Questa sottovalutazione ha ormai portato persino scienziati come Stephen Hawking a dire che le osservazioni sperimentali e/o astronomiche smentiscono l’idea dell’apparente casualità.

Quest’idea fu espressa da Einstein proprio mediante il concetto di Variabili Nascoste.

Il genio di Ulm sostenne però che in tali strutture ci fosse molto di più!

Il fisico tedesco pronunciò a tal proposito nel periodo dal 1917 al 1955, che era proprio quello della sua corsa alla Teoria del Tutto, una precisa frase:”Gli stessi fisici mi capiranno tra 100 anni!”.

Da tale affermazione si può desumere che la sua idea incompresa sulle Variabili Nascoste sarà intesa dagli scienziati solo a partire dal 2017, se vogliamo interpretarla in senso solo letterale!

A mio modesto avviso, in un futuro più remoto, il modello basato su di essa potrà entrare a buon diritto persino nell’ambito della Psicopatologia!

Tale modello sarà quindi a mio parere pure in grado di spiegare la continuità mentale anomala come generalizzazione della Teoria della Relatività generale di Einstein.

Questa Teoria si basa infatti in modo ricorrente sull’idea di continuità.

Io penso che, in un futuro molto, molto remoto, la rielaborazione del modello Gravito – Quantistico di Einstein potrà essere addirittura combinata con la Computational Loop Quantum Gravity Causalistica.

Si potrà quindi giungere secondo me ad una descrizione Deterministica della Psicopatologia basata sia sul Continuo che sul Discreto.

 UNA 1° POSSIBILE RISPOSTA DEGLI PSICOLOGI NON MATEMATICI

Gli Psicologi a digiuno di nozioni matematiche molto avanzate potrebbero davvero inorridire di fronte ad una descrizione logico – formale del mondo Psicopatologico?

La risposta degli specialisti del disagio mentale, a mio modesto avviso, non sarà univoca!

Gli Psicologi dell’Età Evolutiva secondo me diranno che l’uso di calcoli matematici complicatissimi non sarà in grado di ricostruire traumi dell’infanzia molto profondi.

Un malato di mente ormai adulto potrebbe non riuscire a curare più fragilità che avrebbe dovuto affrontare e superare già da bambino.

E proprio questa è a mio avviso la ragione della tesi degli esperti del mondo infantile esposta nella frase precedente a quella prima della presente.

Gli Psicologi Cognitivisti dell’Età Adulta a mio parere troveranno un modo per dire che la Psicoterapia Cognitivo – Comportamentale sarà maggiormente confortata da una formalizzazione matematica valida.

Il problema rimarrà secondo me per questi specialisti la consapevolezza dell’inapplicabilità di tale formalizzazione a patologie molto gravi come le Psicosi di vari tipi, Schizofrenia compresa.

Gli Psicoanalisti, sia quelli Freudiani che i Neo – Freudiani, saranno a mio avviso poco restii ad accettare un elenco di sintomi e diagnosi matematico, e quindi standardizzato.

Rifiuteranno secondo me la sua eccessiva oggettività scientifica seppur raggiunta mediante l’introduzione di un Metalinguaggio Quantistico.

Gli Psicologi Analitici Junghiani e Post – Junghiani  diranno invece a mio modesto parere che un progetto del genere non terrà conto degli Archetipi e della Religione.

UNA 2° POSSIBILE RISPOSTA DEGLI PSICOLOGI NON MATEMATICI

C’è secondo me un’altra domanda da porsi.

Gli Psicologi non Matematici saranno davvero in grado di affrontare la loro attività professionale in modo complementare rispetto al lavoro degli specialisti di equazioni super avanzate?

Io credo alla possibilità che tutto ciò sarà in parte raggiunto in un futuro molto remoto, anche se secondo me dovranno passare più di 100 o 150 anni.

PER CONCLUDERE IL POST…

L’articolo volge purtroppo alla sua conclusione. Voglio porvi un quesito scottante e delicato.

Credete che in futuro persone come Paola Zizzi saranno in grado di convincere certi uomini sul grande valore scientifico delle donne, malgrado l’impegno femminile in studi così avanzati e controcorrente?

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