Siamo veramente giunti nell’epoca dell’Oltreuomo? Vi espongo il mio parere personale!

Cogito Ergo Est!“, diceva oltre un secolo fa il grande filosofo  Friedrich Wilhelm Nietzsche, l’indimenticabile teorico dell’Oltreuomo e della “Morte di Dio”.

Come potete intuire molto facilmente il significato esplicito di una simile espressione è:”Penso quindi è”.

La 3° parte dell’affermazione, mediante la coniugazione al presente del verbo essere, si riferisce solo ed unicamente alla Realtà oggettiva.

Non ci sarebbe nessuna allusione al soggetto Cartesiano.

L’IDEA FILOSOFICA DELL’OLTREUOMO

Che cosa intendeva però più nello specifico il grande filosofo tedesco con il brevissimo detto appena citato e descritto?

Egli non si riferiva certo alla constatazione che essendoci il pensiero esisterebbe la realtà, ma all’esatto contrario, cioè che esisterebbe la realtà nella sua aseità.

Essa esisterebbe, più propriamente, in modo indipendente dal pensiero. 

Questo sarebbe anche il motivo che renderebbe possibile cogitare e, di conseguenza, rendersi conto dei limiti della ragione umana.

La Logica sarebbe quindi, in altre parole, un elemento che deriva dall’Essere.

In quanto tale, un siffatto elemento sarebbe ontologicamente ridotto rispetto ad esso, pur se permetterebbe di intuirne la grandezza estrema.

Le persone capaci di rendersi conto di ciò non sarebbero degli esempi di Superuomo, ma di Oltreuomo, un  concetto importantissimo di Nietzsche.

Tali individui accetterebbero più precisamente i limiti loro e di tutti i membri della nostra specie,  rispetto all’Esistenza e all’Essere.

Questa ponderatezza  sarebbe un’ espressione della consapevolezza del Non – Senso della vita e del pensiero stesso, ma non in termini di assoggettamento alla crisi dei valori.

I limiti descritti permetterebbero quindi anche di far oltrepassare alla psiche dell’uomo ogni tendenza eccessiva verso l’Assoluto.

Limiti del genere mirerebbero a far rimanere gli esseri umani però nell’ottica di un Umanesimo Nichilista Attivo.

IL 1° PSICOLOGO TEORIZZATORE DELL’OLTREUOMO 

Sigmund Freud, è il celeberrimo Padre della Psicoanalisi nato in Moravia nel 1856.

Egli fu il primo studioso ad affrontare la problematica dell’Oltreuomo nell’ambito della disciplina in cui operava.

La sua idea su questo concetto è molto simile a quella di Nietzsche.

Essa trasformerebbe  il Nichilismo Attivo del filosofo tedesco in una figura che non rimarrebbe nell’ottica Nichilistica Passiva dell’Eterno Ritorno dell’uguale.

Tale figura si identificherebbe invece nell’Oltreuomo, inteso come essere teso verso l’infinito.

Tale essere sarebbe capace di ridare nuovo significato a se stesso e quindi al mondo, integrandosi equilibratamente con esso.

Costui sarebbe capace di far indirizzare il suo cammino mediante il giusto fine che si prefiggerebbe di dare alla sua esistenza.

Questo scopo sarebbe volto unicamente a far procedere l’Oltreuomo verso la strada della ricerca della diversità.

Una diversità infinita, mai continuamente e ripetutamente identica.

LA 1° POST – STORIA (DOPO IL 1968)

Secondo alcune persone, me compreso, la contestazione operaia e studentesca del 1968 sarebbe stata l’inizio della Post – Storia.

Quest’ultima si potrebbe definire una fase dell’esistenza umana successiva alla Storia, ed ovviamente alla Preistoria.

Tale epoca umana sarebbe stata caratterizzata proprio dal tentativo di attuazione delle aspettative psicologiche e morali di Freud e Nietzsche.

Le persone che vivevano in questo periodo avrebbero avuto però una marcia in più rispetto a quanto precognizzato dai due pensatori.

Che cosa intendo con tale considerazione? Qual’è stato il punto di forza in più insito nella mente dei Sessantottini?

Credo che la capacità profetica di questi uomini e donne si sia concretizzata nell’immaginare l’ulteriore evoluzione del loro periodo.

Questo periodo sarebbe un’autentica epoca di crisi dei valori.

Un’epoca caratterizzata soprattutto dal buonismo.

Tale buonismo sarebbe stato previsto  più precisamente come  senso di inutilità del bene, o meglio del benessere.

Esso sarebbe poi stato inteso dalle generazioni  successive ai Sessantottini come insoddisfazione di fronte all’aver tutto, diritti umani compresi.

LA 2° POST – STORIA (DOPO IL 1989)

La Caduta del Muro di Berlino ha segnato uno spartiacque tra l’epoca della 1° Post – Storia e la 2°.

Quest’ultima è forse la più ricca di piaceri e benesseri, ed allo stesso tempo la più mediocre di tutta l’evoluzione umana, dal Paleolitico ad oggi.

Credo all’eccessivo piacere raggiunto dopo la conquista (anche se ancora non totale!) dei diritti dell’uomo e della facilità dell’esistenza.

Un risultato del genere è stato ottenuto grazie al progresso scientifico e tecnologico, però penso che abbia trasformato anche gli idealisti.

La politica ne è un classico esempio, ma non è il solo ambito mediocre.

Penso infatti che anche la musica, sia di Destra che di Sinistra, abbia perso sempre più la poesia del passato.

IL MIO PARERE PERSONALE SUL NOSTRO PERIODO

Io sono arrivato alla tristissima conclusione che il nostro periodo sia, e sarà anche in un futuro molto remoto, un’epoca insuperabile.

Mi dispiace molto dirlo!

Forse ci saranno molti miglioramenti, in parte grazie anche al contributo di Papa Francesco, e soprattutto di scienziati futuri incredibilmente visionari.

Rimarrà però per sempre a mio avviso una mediocrità di fondo.

Tale mediocrità è e sarà, almeno per moltissimo tempo ancora, l’espressione più inquieta dell’Eterno Ritorno.

Il suo sembrare spontanea e profonda, nascondendo invece una falsità ed un conformismo difficili da cogliere.

Non voglio esaltare, come fanno molti settantenni, sessantenni e cinquantenni, il periodo degli anni ’60, ’70 ed ’80.

Il Non – Senso attuale è però per me forse addirittura peggiore di quello Socratico!

CONCLUSIONE…

Il post è giunto al termine. Voglio porre due quesiti a tutti voi lettori. Condividete, almeno in parte, quanto asserito da me nell’articolo? Sono stato forse troppo tragico e/o polemico?

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